
Note personali
Considerazioni e suggerimenti per progettare e realizzare ambienti verdi all’aperto o in interni

| Giardino naturale |
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| “il mio scopo nel Giardino naturale è quello di spiegare che possiamo avere così tante varietà di piante rustiche che neanche possiamo immaginare, unendo quelle esistenti localmente e quelle native di altre regioni del mondo con clima e terreni compatibili. E con tutte queste in forma di piante perenni, arbusti ed alberi rendere gradevoli anche i punti più oscuri e le zone libere dei nostri giardini, i terreni abbandonati nelle città , i luoghi di ricreazione più aspri” (cfr William Robinson, Il giardino naturale, New York 1881) |

| Progettare il verde dove la natura non è più naturale |
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| “nei luoghi dove viviamo non esistono più ambienti naturali originari. Da secoli l’uomo li ha trasformati, a volte urbanizzati, a volte abbandonati. Per questo molti desiderano riscoprire un’autentica connessione con il paesaggio che possa coinvolgere tutti i nostri sensi, riempirci di stupore, darci benessere” (cfr Thomas Rainer, Planting in a post-wild world, Portland 2015) |

| Mi presento |
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| Mi chiamo Fabio Focarile. Ho lavorato come pediatra, manager e consulente sanitario e tuttora come pediatra-neonatologo. Da tempo, e per tradizione di famiglia, sono appassionato alla natura ed agli ambienti naturali. Dopo un’esperienza nell’avvio e nella gestione di una impresa agricola con certificazione biologica “L’orto sul lago” ho capito che il mio interesse è di contribuire a migliorare gli spazi verdi negli ambienti antropizzati. Per questo ho seguito un percorso formativo con diverse esperienze e mi sono certificato come Progettista del verde presso la Scuola Agraria di Monza nel 2024. |

| Comunità di piante |
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| In natura, ma anche negli spazi urbani, le piante sono quasi sempre in grado di nascere, crescere, espandersi, senza bisogno dell’intervento umano, così come avviene negli spazi extraurbani, nei campi, nei boschi, formando una comunità di piante condivisa con animali piccoli e meno piccoli. L’idea del giardino naturale odierno è di ricreare comunità di piante, adatte al luogo ed in grado di svilupparsi in gran parte autonomamente (cfr Gilles Clément, Il giardino in movimento, Macerata 2011) |
Come passare da un giardino standard ad un giardino naturale?
1. L’Analisi del Luogo (Genius Loci) Il giardino classico impone le piante al terreno; il giardino naturale fa l’opposto. La trasformazione inizia dallo studio del microclima, dell’esposizione solare e della reale composizione del suolo. Non si modifica la terra con correttori chimici, ma si selezionano le specie botaniche che considerano quel terreno la loro “casa” ideale.
2. Riprogettazione funzionale Riprogettazione degli spazi basata sull’uso e sulle funzioni richieste dal cliente
3. Sfoltimento e Sostituzione delle Essenze Incoerenti Come applicato nei recenti lavori al Consultorio La Famiglia di Como, il primo passo pratico consiste nell’eliminazione delle essenze non coerenti o eccessivamente invasive . Al loro posto vengono introdotti piante perenni, arbusti e alberi adatti al contesto, che costituiranno l’ossatura permanente dello spazio.
4. Dalla Pianta Singola alla “Comunità Vegetale”
Nel giardino classico le piante sono isolate, circondate da metri di pacciamatura o prato da tagliare. Nel giardino naturale si ragiona per comunità e strati:
– Si riduce la superficie del manto erboso tradizionale, mantenendo solo i camminamenti funzionali.
– Si introducono piante perenni, autodisseminanti e coprisuolo.
– Le piante crescono vicine, toccandosi e coprendo interamente il terreno. Questo contrasta spontaneamente la crescita delle erbe indesiderate e trattiene l’umidità nel suolo, abbattendo la necessità di irrigazione.
5. Una Manutenzione Semplificata e Proattiva
Il giardino naturale non è abbandonato a se stesso, ma richiede una gestione radicalmente diversa. La potatura si semplifica, i diserbi chimici scompaiono e si impara ad accettare i cicli stagionali (le fioriture invernali degli ellebori, i bulbi autunnali come la Sternbergia lutea, il secco ornamentale in inverno). La transizione non si esaurisce con la piantumazione: richiede un percorso di stabilizzazione dell’ambiente verde. Per questo motivo, ogni progetto viene da noi monitorato e supportato nel tempo attraverso un’App personalizzata per la gestione e la manutenzione, che guida il cliente nell’accompagnare l’evoluzione naturale del nuovo ecosistema
La gestione di un giardino naturale costa molto meno!
Ecco una simulazione per un piccolo giardino di 100 m2.

I Benefici della Transizione
Come evidenziato dal grafico, la gestione naturalistica abbatte i costi complessivi di oltre il 60%, traducendosi in tre vantaggi fondamentali:
Nutrizione Circolare (-66%): Il giardino naturale rifiuta i concimi chimici e i diserbi selettivi. Le foglie che cadono diventano pacciamatura preziosa, nutrendo il terreno secondo i ritmi della natura.
Risparmio Idrico Radicale (-74%): Sostituendo le grandi superfici erbose con comunità di piante perenni adattate all’ombra e alla conservazione dell’umidità, il consumo d’acqua crolla drasticamente.
Manutenzione meno impegnativa per quantità e complessità (-55%): Riducendo la frequenza e le aree degli sfalci e assecondando la crescita spontanea e lenta delle essenze forestali o acidofile, si riduce al minimo la necessità di manodopera invasiva.
Realizzare un giardino naturale
Se avete domande o volete suggerimenti per realizzare un giardino naturale scrivetemi!

Fabio Focarile
